IL TORBATO, VITIGNO RARO E PREZIOSO DELLA SARDEGNA

di Cristian

Se siete alla ricerca di un vitigno raro che solo un paio di cantine in Italia, e poche altre nel mondo, coltivano e ne vinificano le uve con dei risultati peraltro eccellenti, allora segnatevi questo nome: Torbato.

Prima di tutto identifichiamo l’area, o per meglio dire le aree geografiche dove questa varietà ha trovato nei secoli il suo habitat ideale: in Italia è la Sardegna, nella zona di Alghero, il luogo prediletto dal Torbato. Segue la regione francese ai piedi dei Pirenei, corrispondente alla denominazione AOC Côtes du Roussillon, ed infine il Portogallo.

Un tempo, tra le nazioni produttrici vi era anche la Spagna, ma le non poche difficoltà legate alla coltivazione di questa pianta hanno scoraggiato i produttori locali al punto di convincerli ad abbandonarla, sostituendola con altre varietà più resistenti e fruttifere.

Un destino simile toccato anche nelle altre zone, senza però arrivare all’estinzione del vitigno. Fortunatamente.

Tra le tre zone sopra citate, quella che al giorno d’oggi detiene lo scettro di maggior produttrice di vino da uva Torbato in purezza è senza dubbio la Sardegna, dove risiedono le uniche due cantine che possono vantare questa preziosa produzione: la storica Sella&Mosca e la più giovane Parpinello, entrambe nel territorio di Alghero (SS).

La vigna di Torbato di Parpinello

Il Torbato giunge in Sardegna con la dominazione spagnola degli Aragonesi intorno al XIV secolo, i quali a loro volta la importarono grazie ai Fenici dalla Grecia, patria di tutte le Malvasie e di cui il Torbato è un discendente. Un giro del Mediterraneo tipico per le uve di quel tempo, come dimostra l’espansione della Malvasia nelle sue molteplici forme in molte delle nazioni bagnate da questo mare.

La Sardegna, dunque, ha riscoperto questa varietà vinificandola in purezza, senza l’aggiunta di altri vitigni come capita invece nelle altre regioni europee dove viene coltivata. Una scelta coraggiosa, senza dubbio, ma che col tempo si è dimostrata vincente.

Il coraggio è scaturito dalla volontà di superare le varie difficoltà che la coltivazione di questa pianta porta con sé: una produttività incostante, una spiccata sensibilità agli insetti ed alle malattie parassitarie come oidio e peronospora ed una problematica vinificazione dovuta all’acino troppo fibroso. Mica poco.

Nonostante queste complicazioni, Sella&Mosca prima e Parpinello poi non si sono date per vinte ed hanno portato avanti i loro progetti di recupero e sviluppo di questa antica varietà, che per i sopra citati motivi ha rischiato di scomparire anche dalla Sardegna.

Impegno, dedizione e tanto tempo sono le componenti fondamentali di questo salvataggio in extremis, senza i quali noi oggi non potremmo degustare gli eccellenti vini ottenuti dal Torbato.

Ma andiamo a scoprire i Torbato di Parpinello e Sella&Mosca!

IL TORBATO DI PARPINELLO

La storia del Torbato di Giampaolo Parpinello è recente e molto interessante, caratterizzata dalla sua ferrea volontà di preservare questo vitigno pressoché estinto.

Tutto nasce da dieci bacche con dieci gemme ciascuna, dalle quali sono nate le prime cento viti con cui hanno impiantato il primo piccolo vigneto di Torbato. Era il 2006. Tredici anni dopo quel piccolo vigneto è diventato un grande vigneto di 11 ettari con 50 mila piante.

Una sfida, quella del Torbato, al pari di quella del Cagnulari, altra varietà autoctona riscoperta da Parpinello con grande soddisfazione di Giampaolo e gradimento da parte degli appassionati, sia italiani che esteri.

I Torbato di Parpinello sono soprattutto eleganti, e lo si nota già al primo assaggio; il bouquet floreale è intenso, così come i sentori minerali, mentre quelli citrici arrivano dopo un po’, ma arrivano; in bocca sono acidi quanto basta, freschi e morbidi, lunghi sul finale che tarda a lasciare il palato, in una parola suadenti. Le bollicine del brut sono fini e persistenti, i profumi fruttati ed il sapore aromatico e minerale, con un finale leggermente amarognolo a donargli una personalità tutta sua.

Questi i vini da Torbato prodotti da Giampaolo Parpinello:

  • Torbato DOC – Alghero Torbato DOC
  • Torbato Centogemme – Alghero Torbato DOC

La degustazione del Torbato di Giampaolo Parpinello è un viaggio dentro la Sardegna, in cui scoprire la storia ed il presente di un vitigno che molto ha da dire e di cui sentiremo parlare in futuro.

IL TORBATO DI SELLA&MOSCA

La cantina Sella&Mosca è stata quella da cui è scoccata la scintilla per il Torbato, dedicandogli circa 140 ettari all’interno della sua tenuta, in quella zona nord-occidentale della Sardegna chiamata Nurra, caratterizzata da un clima caldo e asciutto e da terreni calcareo-argillosi non troppo elevati.

Qui, in queste condizioni, la pianta ha trovato il suo habitat ed è stata in grado di dare, anno dopo anno, un frutto via via migliore capace di resistere ad una vinificazione anche molto elaborata come il metodo Charmat.

I vini prodotti da Sella&Mosca ottenuti dal Torbato sono quattro:

Quattro vini che stanno a dimostrare un impegno che va avanti già da molti anni, e che ben evidenziano la filosofia dell’azienda, improntata al rispetto delle varietà autoctone presenti sull’isola da molti secoli.

Viaggiare nel mondo del vino significa anche, o forse soprattutto, questo, ovvero scoprire che c’è sempre qualcosa da scoprire, o riscoprire, come nel caso del Torbato. Si impara che dal passato si possono trarre le risorse con cui affrontare il futuro, e che spesso non è la moda a dettare le linee guida di un mercato, ma la passione e l’impegno con cui si lavora in vigna ed in cantina a farlo.

Il vino ci parla, tocca a noi saperlo ascoltare.

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