Articolo scritto per chi ama camminare e che non rifiuta mai un calice di buon vino, anche se capita una cantina nel bel mezzo del cammino.
Per chi come noi ha l’anima da nomade, il vino non è solo un liquido in un calice: è il risultato di una pendenza, del riverbero del sole su una pietra vulcanica o della resistenza di una radice in un terreno argilloso o vulcanico.
E allora qual è il modo migliore per capire davvero una bottiglia?
Calpestare la terra da cui proviene, camminare tra i filari permette di percepire il microclima sulla pelle e di dare un volto ai vitigni prima ancora di stappare.
Ecco sette regioni italiane con relativi itinerari, per riscoprire il trekking e godersi le nostre eccellenze enologiche.
PIEMONTE: il sentiero del Barolo (La Morra)
Non hanno bisogno di presentazione e ancora oggi esercitano un attrazione quasi irresistibile per ogni amante del vino e dei paesaggi viticoli.
Nelle Langhe la geometria delle vigne rasenta la perfezione. Il Sentiero n. 7, noto come il Sentiero del Barolo, è un anello che parte dal belvedere di La Morra e scende tra i cru che hanno fatto la storia del Nebbiolo.

Il cammino
Un percorso di circa 11,5 km (3-4 ore) tra vigne mitiche come Brunate e Cerequio. Imperdibile la sosta alla Cappella del Barolo.
Il calice
Barolo, ça va sans dire. Però potete divertirvi cercando le differenze tra un Barolo di La Morra (solitamente più elegante) e quelli dei comuni limitrofi.
Riferimento
VENETO: il cammino del Bardolino (Bardolino)
Sulla sponda veronese del Lago di Garda, una delle regioni vitivinicole meno turistiche e per questo più interessanti grazie al suo clima mite che permette alla vite di crescere accanto agli ulivi.
È l’itinerario perfetto per chi cerca un’esperienza moderna e ben segnalata.

Il cammino
Un sistema di oltre 100 km di sentieri. Il tratto classico tra Bardolino e Lazise è modulabile e permette di scoprire le colline moreniche con vista costante sul lago.
Il calice
Il Bardolino Chiaretto: rosato sapido e fresco, ideale per rigenerarsi dopo una camminata sotto il sole.
Riferimento
ALTO ADIGE: il sentiero del vino di Caldaro (Weinlehrpfad)
In Alto Adige il trekking è una religione. E il vino non è da meno!
Il sentiero che circonda il Lago di Caldaro è un’immersione didattica nella viticoltura alpina, segnalato con un inconfondibile punto rosso.

Il cammino
Circa 7,5 km di passeggiata rilassante tra vigneti a pergola e stazioni informative che spiegano i vitigni locali.
Il calice
La Schiava (Kalterersee DOC). Un rosso leggero e succoso, con un caratteristico sentore di mandorla.
Riferimento

Non limitarti a bere. Impara a conoscere il tuo vino, dalla terra al bicchiere
Puoi scegliere tra l’adozione di un filare in Toscana, Puglia, Piemonte o Maiorca. Un percorso di 12 mesi per scoprire il vino in un modo nuovo: non tra banchi di scuola, ma vivendo la vigna giorno per giorno
- 12 “Lezioni in Vigna” (email mensili): non spam commerciale, ma il racconto vivo del tuo filare. Seguirai il ciclo biologico: dalla potatura invernale alla fioritura, fino alla vendemmia, capendo perché il vino ha quel sapore;
- L’esame organolettico (le tue bottiglie): ricevi a casa il vino prodotto dal vitigno che hai scelto (Toscana o Puglia). Non solo bottiglie da stappare, ma la prova tangibile di tutto ciò che hai imparato durante l’anno;
- Il cuore del percorso (la visita ed esperienza offline): vieni a incontrare il vignaiolo, tocca con mano la terra che hai adottato, e degusta il vino proprio dove nasce. È il momento in cui la teoria diventa realtà;
- Il tuo sigillo (la targhetta o la bottiglia personalizzate): il tuo nome sul tuo filare, un promemoria costante del tuo legame con la terra.




TOSCANA: la Via Francigena (Montalcino)
In Toscana andiamo a camminare in una delle regioni vitivinicole più caratteristiche: la Val d’Orcia. Qui, per vivere Montalcino a piedi bisogna affidarsi alla storia.
La Tappa 35 della Via Francigena taglia il territorio dove il Sangiovese Grosso (localmente chiamato Brunello) regna sovrano, offrendo panorami iconici sulla Val d’Orcia.

Il cammino
Il tratto che attraversa il comune di Montalcino verso San Quirico d’Orcia è pura poesia. Strade bianche e filari curati come giardini.
Il calice
Un Rosso di Montalcino per la sua beva immediata o un Brunello d’annata per una sosta più meditativa.
Riferimento
UMBRIA: il sentiero del Sagrantino (Montefalco)
L’Umbria è il cuore verde d’Italia e il Sagrantino è il suo “sangue” più denso.
Camminare qui significa immergersi in un paesaggio rimasto quasi immobile, dove le vigne si alternano a ulivi secolari e abbazie.

Il cammino
Esiste un percorso ad anello che parte da Montefalco (la “ringhiera dell’Umbria”) e scende verso i vigneti esposti a sud. Il tracciato è un mix di strade interpoderali e sentieri battuti. Si cammina tra le vigne di una delle uve più tanniche e resistenti al mondo.
Il calice
Montefalco Sagrantino DOCG. È un vino che esige rispetto: potente, strutturato, perfetto per essere meditato dopo la fatica della salita verso il borgo.
Riferimento
CAMPANIA: il sentiero della volpe pescatrice (Furore)
In Costiera Amalfitana il trekking non è solo mare, è “viticoltura eroica”.
Qui i vigneti non sono distese orizzontali, ma balconi di roccia sospesi tra cielo e mare. Il sentiero della Volpe Pescatrice è il cammino che ogni “nomade” dovrebbe percorrere per capire il sacrificio che sta dietro a un bianco di costiera.

Il cammino
Si parte dalla località Chiesa di Sant’Elia (Furore). È un sentiero fatto di scalinate antiche e passaggi tra i “monazeni” (le tipiche case dei pescatori). Attraverserete terrazzamenti millenari dove le viti di Fenile, Ripoli e Ginestra crescono quasi in verticale, sfidando la gravità.
Il calice
Costa d’Amalfi Furore Bianco. Un vino salino, vibrante, che sa di ginestra e rocce bagnate dal mare.
Riferimento
SICILIA: anello del lago Gurrida (Etna nord)
L’Etna non è solo “alta quota”. Ma soprattutto è viticoltura eroica. È Nerello Mascalese coltivato su un terreno vulcanico.
Nel versante Nord, vicino a Randazzo, esiste un ecosistema unico dove le vigne convivono con un bacino naturale formato dalla colata del 1536.

Il cammino
Il sentiero del Lago Gurrida è un percorso ad anello di circa 7 km. Camminerete tra vigne vecchie e muretti a secco, osservando come il Nerello Mascalese sia riuscito a colonizzare terre sabbiose e laviche straordinarie.
Il calice
Etna Rosso DOC (Nerello Mascalese). Cercate un’etichetta di Randazzo: mineralità ferrosa e profondità vulcanica garantite.
Riferimento
Camminare e degustare sono attività che, per la loro natura “godereccia”, vanno svolte lentamente.
I percorsi indicati in questo articolo vi permettono proprio di godere di territori, vini, cantine e vitigni che raccontano come solo loro sanno fare una storia lunga secoli.
La nostra storia, quella che dobbiamo conoscere, quella che ci fa riscoprire le nostre radici, anche attraverso un calice di vino.
Perché anche il vino, o forse soprattutto il vino, riesce ad unire storia e cultura che, dalle nostre parti, non mancano di sicuro.

Corso di Avvicinamento al Vino
Live (non registrato) da remoto e 1:1. Tre lezioni da due ore circa. Scopri il mondo del vino in tutte le sue principali componenti (vigna, cantina) e le attività di un vignaiolo. Impara a comprendere il vino e a degustarlo. Degustazione guidata a fine lezione.